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Un racconto di terra, di vino e d'umanità La decima edizione di Orcia Wine Festival si è appena conclusa. Giusto un paio di giorni di decompressione per rimettere in ordine i pensieri e recuperare le energie ed è il momento di iniziare a raccontarvela. Quattro giorni dedicati al vino più bello del mondo, l'Orcia Doc, nel cuore della terra da cui nasce, la Val d'Orcia. Più precisamente, a San Quirico d'Orcia, nelle magnifiche stanze del Palazzo Chigi Zondadari, un miracolo del tardo barocco con la sua leggerezza compositiva, la luminosità cromatica e la ricerca attenta del particolare elegante e prezioso. Quattro giorni di festival che hanno celebrato il vino

Discorso intorno all'8 Marzo Non mi sono mai piaciuti i discorsi sul sesso, come se bastasse la casuale combinazione di due cromosomi a determinare chi siamo. Non mi sono mai piaciuti anche perché non mi piacciono le categorizzazioni, sempre troppo semplicistiche, né tantomeno le teorie manichee: uomo vs donna. Mi sono sempre piaciute però le persone impegnate, acute, appassionate e i buoni propositi, quando sono autentici, rivoluzionari e lungimiranti. Mentre raccolgo questi pensieri ripenso a una delle tante donne della letteratura che mi sono care: Virginia Wolf, perché ha incarnato quella forza estremamente complessa della femminilità e quella stessa forza l'ha riversata nella scrittura così come nella vita senza intermediazioni e senza

Prospettive rovesciate. Ovvero, oltre il terroir Intorno è pianura. Pianura a perdita d'occhio e in mezzo un vigneto anzi, tre vigneti. Saranno sì e no 2°C e i miei piedi sono così freddi da averne perso coscienza da un pezzo. Sono in Belgio, a Liezele, nella provincia di Anversa, che non è certo il primo posto che mi viene in mente quando penso alla prossima meta dove camminare le vigne. Ho detto un vigneto, anzi tre vigneti perché, nonostante siano vicini l'uno all'altro, appartengono a tre diversi appezzamenti piantati in tre diversi anni, dal 2016 al 2018. La tenuta Valke Vleug cresce a passi piccoli ma lesti. È un

Ovvero, 20 campioni di vini Orcia Doc, 6 assaggiatori tra tecnici ed enologi +1 (Io) 5 novembre 2018. È un pomeriggio d’autunno qualsiasi quello che abbiamo scelto per la commissione d’assaggio interna al Consorzio del vino Orcia, la sede è l’azienda Sassodisole di Roberto Terzuoli, vicepresidente del Consorzio e orgoglioso produttore di Orcia Doc. Sulla strada che da casa mi porta all’appuntamento canticchio e divago. Un pomeriggio d’autunno qualsiasi sta per trasformarsi in un pomeriggio d’autunno indimenticabile. Oggi si fa un pezzo di storia dell’Orcia, penso, forse piccolo ma di certo necessario. Arriviamo a Sassodisole dopo che qualche goccia di pioggia ha lasciato il posto al sole. C’è il vento e poi l’autunno che

Due case e due cuori in una ricetta Da qualche anno ormai per ragioni di studio e di cuore divido la mia vita tra la Val d’Orcia e Firenze. Nei vari tentativi, più o meno riusciti, di coniugare le mie due vite, la cucina mi è venuta in soccorso con una ricetta: la schiacciata con l’uva. TRADIZIONE E SEMPLICITÀ La schiacciata con l’uva, ricetta tipica del Chianti. è uno dei miei dolci preferiti. Le origini di questo piatto sono umili e antiche. Di solito, in campagna l’impasto per il pane si preparava una volta a settimana e se ne ricavava preparazioni diverse. In tempo di vendemmia una parte di impasto veniva

Un misto di felicità, pesce fresco e vini buoni Oggi è il mio compleanno e sono felice. Sono sommersa d'amore e d'affetto e non potrei chiedere un regalo più grande. Già da qualche giorno sono a Castiglione della Pescaia. Mi piace il ritmo con cui scorre qui il tempo, ho quasi dimenticato l'affanno di certe mie giornate a Campotondo, anche se so che presto mi mancherà anche quello. Il tempo è variabile ma non importa, l'acqua del mare serba il calore del sole della stagione e si possono fare lunghi bagni a largo. Della vita castiglionese amo la routine: la colazione nel bagno sotto casa, le camminate sulla battigia, i bagni, gli aperitivi,

Racconto di una notte di stelle e di vino Sarà il vino, saranno le stelle… di certo l’atmosfera della notte di San Lorenzo è magica e unica. Certe alchimie sono difficili da spiegare e più provi a spiegarle e più si complicano. È un po’ come il vino che è sublime solo grazie alla convergenza di molti fattori diversi, il cui singolo contributo è difficile da isolare e interpretare. È il pomeriggio del 10 agosto e Castiglione d’Orcia è pronto ad accogliere Calici di Stelle. Mentre il borgo a poco a poco si riempie e gli organizzatori mettono a punto gli ultimi dettagli comincia la degustazione in Sala d’Arte San Giovanni dove

VAld’O: Dove si coltiva cultura, si mangia bene e si beve meglio Sabato sera, 30 giugno, raggiungo San Quirico d’Orcia accompagnata dai miei genitori e dagli amici di sempre, Francesco e Rebecca, e insieme ci avviamo verso la porta di Vald’O, stasera occasionalmente chiusa. Fuori c’è Antonio che ci aspetta. Dopo un caloroso abbraccio, con un mezzo sorriso mi dice ‘’hai visto cosa c’è scritto nella lavagnetta?’’ Mi giro e leggo STASERA DA NOI C’È ELENA! QUINDI CHIUDIAMO ALLE 20. Scoppio a ridere e dopo una foto di rito lo ringrazio sinceramente; ogni volta che vengo qua mi sento travolta da un’ondata di affetto. In poco tempo Vald’O è diventato per

Ovvero divagazioni sull'avvenire Il Banditone è qualcosa di più della pura geografia. È  il luogo che in questi anni ha catalizzato i nostri progetti, le nostre gioie e anche le nostre sconfitte. Fin dal primo giorno in cui è nato Campotondo è stato per noi il qui e l’altrove. Basta guardarsi intorno per capire che è un luogo speciale, abbraccia la Val d’Orcia e la Val d’Orcia l’abbraccia in uno scambio di biunivoca felicità. E allora un paio di settimane fa ci siamo ricascati di nuovo e, come si fa con il primo amore, abbiamo riposto lì ancora una volta tutte le nostre speranze e aspettative per il futuro. [vc_row content_text_aligment="center" css=".vc_custom_1491992053489{padding-right: 4%

Un vino anarchico per un'annata sovversiva Ci sono annate che non nascono per essere grandi ma alla fine riservano delle sorprese, la 2017 è una di queste. Dopo un inverno senza piogge e un’estate caldissima si prospettava una vendemmia con rese molto basse e uve difficili da gestire in cantina. Alla fine però il nostro Tavoleto ci ha stupito ancora una volta. [vc_row content_text_aligment="center" css=".vc_custom_1491992053489{padding-right: 4% !important;padding-bottom: 20px !important;padding-left: 4% !important;}"][vc_column][vc_column_text] Forse perché tra tutti i vini di Campotondo è il più anarchico, in fondo lo è sempre stato. [/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row content_text_aligment="center" css=".vc_custom_1491992058995{padding-right: 4% !important;padding-bottom: 10px !important;padding-left: 4% !important;}"][vc_column][vc_column_text] Le prime viti che il babbo decise di piantare nel 2000 erano proprio di chardonnay