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Ovvero, 20 campioni di vini Orcia Doc, 6 assaggiatori tra tecnici ed enologi +1 (Io) 5 novembre 2018. È un pomeriggio d’autunno qualsiasi quello che abbiamo scelto per la commissione d’assaggio interna al Consorzio del vino Orcia, la sede è l’azienda Sassodisole di Roberto Terzuoli, vicepresidente del Consorzio e orgoglioso produttore di Orcia Doc. Sulla strada che da casa mi porta all’appuntamento canticchio e divago. Un pomeriggio d’autunno qualsiasi sta per trasformarsi in un pomeriggio d’autunno indimenticabile. Oggi si fa un pezzo di storia dell’Orcia, penso, forse piccolo ma di certo necessario. Arriviamo a Sassodisole dopo che qualche goccia di pioggia ha lasciato il posto al sole. C’è il vento e poi l’autunno che

Due case e due cuori in una ricetta Da qualche anno ormai per ragioni di studio e di cuore divido la mia vita tra la Val d’Orcia e Firenze. Nei vari tentativi, più o meno riusciti, di coniugare le mie due vite, la cucina mi è venuta in soccorso con una ricetta: la schiacciata con l’uva. TRADIZIONE E SEMPLICITÀ La schiacciata con l’uva, ricetta tipica del Chianti. è uno dei miei dolci preferiti. Le origini di questo piatto sono umili e antiche. Di solito, in campagna l’impasto per il pane si preparava una volta a settimana e se ne ricavava preparazioni diverse. In tempo di vendemmia una parte di impasto veniva

Racconto di una notte di stelle e di vino Sarà il vino, saranno le stelle… di certo l’atmosfera della notte di San Lorenzo è magica e unica. Certe alchimie sono difficili da spiegare e più provi a spiegarle e più si complicano. È un po’ come il vino che è sublime solo grazie alla convergenza di molti fattori diversi, il cui singolo contributo è difficile da isolare e interpretare. È il pomeriggio del 10 agosto e Castiglione d’Orcia è pronto ad accogliere Calici di Stelle. Mentre il borgo a poco a poco si riempie e gli organizzatori mettono a punto gli ultimi dettagli comincia la degustazione in Sala d’Arte San Giovanni dove

VAld’O: Dove si coltiva cultura, si mangia bene e si beve meglio Sabato sera, 30 giugno, raggiungo San Quirico d’Orcia accompagnata dai miei genitori e dagli amici di sempre, Francesco e Rebecca, e insieme ci avviamo verso la porta di Vald’O, stasera occasionalmente chiusa. Fuori c’è Antonio che ci aspetta. Dopo un caloroso abbraccio, con un mezzo sorriso mi dice ‘’hai visto cosa c’è scritto nella lavagnetta?’’ Mi giro e leggo STASERA DA NOI C’È ELENA! QUINDI CHIUDIAMO ALLE 20. Scoppio a ridere e dopo una foto di rito lo ringrazio sinceramente; ogni volta che vengo qua mi sento travolta da un’ondata di affetto. In poco tempo Vald’O è diventato per

Ovvero divagazioni sull'avvenire Il Banditone è qualcosa di più della pura geografia. È  il luogo che in questi anni ha catalizzato i nostri progetti, le nostre gioie e anche le nostre sconfitte. Fin dal primo giorno in cui è nato Campotondo è stato per noi il qui e l’altrove. Basta guardarsi intorno per capire che è un luogo speciale, abbraccia la Val d’Orcia e la Val d’Orcia l’abbraccia in uno scambio di biunivoca felicità. E allora un paio di settimane fa ci siamo ricascati di nuovo e, come si fa con il primo amore, abbiamo riposto lì ancora una volta tutte le nostre speranze e aspettative per il futuro. [vc_row content_text_aligment="center" css=".vc_custom_1491992053489{padding-right: 4%

Un vino anarchico per un'annata sovversiva Ci sono annate che non nascono per essere grandi ma alla fine riservano delle sorprese, la 2017 è una di queste. Dopo un inverno senza piogge e un’estate caldissima si prospettava una vendemmia con rese molto basse e uve difficili da gestire in cantina. Alla fine però il nostro Tavoleto ci ha stupito ancora una volta. [vc_row content_text_aligment="center" css=".vc_custom_1491992053489{padding-right: 4% !important;padding-bottom: 20px !important;padding-left: 4% !important;}"][vc_column][vc_column_text] Forse perché tra tutti i vini di Campotondo è il più anarchico, in fondo lo è sempre stato. [/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row content_text_aligment="center" css=".vc_custom_1491992058995{padding-right: 4% !important;padding-bottom: 10px !important;padding-left: 4% !important;}"][vc_column][vc_column_text] Le prime viti che il babbo decise di piantare nel 2000 erano proprio di chardonnay

Un viaggio attraverso l’Orcia Doc in 16 etichette È sabato 21 Aprile e il cielo sopra San Quirico d’Orcia è di un azzurro così intenso che a guardarlo fisso disorienta. È il primo giorno di Orcia Wine Festival e si prepara un’apertura in grande stile con un’ospite d’eccezione: Richard Baudains, wine writer per Decanter.    Anche la location non è da meno. Siamo al secondo piano del Palazzo Chigi Zondadari, nella bellissima sala che già da qualche anno l’Amministrazione Comunale ha riservato alla Sezione Onav di Siena. Basta alzare gli occhi verso il soffitto affrescato, un cielo color pastello su cui si muovono figure leggiadre e armoniose, per capire che siamo nel

Tra Assaggi e Paesaggi La nona edizione di Orcia Wine Festival celebra il felice connubio tra la natura e l’uomo che in Val d’Orcia è esperienza reale e assoluta. Il tema di quest’anno è infatti “paesaggi divini Orcia”. Divino è un aggettivo che si addice alla bellezza di questi luoghi e dei vini che vi nascono, divino è chi rende grandiosa l’architettura di questa valle con il proprio lavoro e la propria intelligenza. Sono pochi i paesaggi al mondo in cui la mano dell’uomo è artefice della fortuna di un territorio, la Val d’Orcia è uno di questi. Qui l’elemento antropico e naturale si incontrano e si fondono, dando vita