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Calici di Stelle 2018

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Calici di Stelle 2018

Racconto di una notte di stelle e di vino

Sarà il vino, saranno le stelle… di certo l’atmosfera della notte di San Lorenzo è magica e unica.

Certe alchimie sono difficili da spiegare e più provi a spiegarle e più si complicano. È un po’ come il vino che è sublime solo grazie alla convergenza di molti fattori diversi, il cui singolo contributo è difficile da isolare e interpretare.

È il pomeriggio del 10 agosto e Castiglione d’Orcia è pronto ad accogliere Calici di Stelle.

Mentre il borgo a poco a poco si riempie e gli organizzatori mettono a punto gli ultimi dettagli comincia la degustazione in Sala d’Arte San Giovanni dove le bravissime Valentina Pierguidi e Marta Ricci guidano una visita che è tutto un parallelo tra l’arte e il vino, due dei contributi più fecondi che l’uomo è riuscito nei secoli ad apportare a questa terra. Dopo la visita, in mezzo ad alcune delle più belle opere di artisti locali di scuola senese, come Simone Martini, Lorenzo di Pietro detto il Vecchietta e Giovanni di Paolo, c’è tempo per degustare alcuni vini Orcia Doc e assaggiare le prelibatezze della Pasticceria Scheggi.

La piazza Cesare Battisti, intanto, si prepara alla degustazione a cura dell’Onav Siena. Dopo i saluti e i ringraziamenti di rito, il sindaco Claudio Galletti dedica un apprezzamento sincero e caloroso ai vini che nascono tra queste colline prima di lasciare la parola alla Presidente del Consorzio del Vino Orcia Donatella Cinelli Colombini che introduce la Denominazione, i vini a marchio Orcia Doc e l’operato prezioso del Consorzio di cui è a capo. Poi, prende la parola la vicedelegata della Sezione Onav di Siena Alessandra Ruggi che i vini Orcia li conosce a memoria perché da anni segue e racconta il lavoro dei produttori di questa terra. Alessandra non solo è esperta e appassionata ma ha anche una capacità ammirabile di spiegare alla sua platea l’arte della degustazione in un percorso che si dirama tra colori, profumi e aromi, sensazioni che si presentano un attimo e poi spariscono, si inseguono e avvicendano.

È il momento del Banditone 2015 ma prima Alessandra racconta di quella volta in cui fece assaggiare al babbo il suo chardonnay Tavoleto aperto da due settimane e lui ,senza minimamente riconoscere il vino, esclamò “davvero buono!”. Tutti ridono mentre il Banditone riempie i calici e io inizio a raccontare com’è nato il progetto di Campotondo, perché il Banditone non solo un vino ma è un luogo del cuore e perché proprio il Banditone condensa ed evoca la nostra storia.

Alla fine della degustazione lascio l’atmosfera placida della piazza e scendo nella via che ospita i banchi d’assaggio ma nel frattempo mi fermo un attimo ad ascoltare in piazza il Vecchietta il concerto del soprano Gaia Matteini che accompagnata da un pianista al mio passaggio interpreta Summertime, la stupenda ninnananna di Gershwin:

“Summertime, and the livin’ is easy”

Che colonna sonora perfetta per questa serata!

Arrivata in via Borgo Vittorio Emanuele c’è un grande flusso di gente, non mi spiego come da tanta quiete in soli pochi metri si possa passare a così tanto fermento. Mi butto in mezzo alla folla per arrivare al nostro banco d’assaggio, vedo in lontananza la mamma, il babbo e Marco che servono i nostri vini e allora mi sento a casa anche in mezzo a tutta questa gente. La serata scorre e senza nemmeno accorgersene è già mezzanotte.

Quando si ha il calice in mano è come se il tempo seguisse una scansione diversa: più sottile e leggera.

Mi fermo a parlare dell’annata con uno dei tanti viandanti di stasera, e mentre racconto delle troppe piogge in primavera che hanno potenziato a dismisura l’accrescimento vegetativo della pianta a discapito dell’uva, racconto anche che le piogge ci hanno aiutato con le piccole viti piantate a primavera. Come se fosse naturale che per qualcosa che riceviamo qualcosa ci venga tolto. Il mio interlocutore mi guarda perplesso e mi dice “certo, siete abituati a vedere il bicchiere mezzo pieno”. La metafora non solo è attinente al tema della serata ma è a suo modo profonda, pur nella banalità di certe frasi fatte. In effetti, fare il vino non è un lavoro per pessimisti. Le difficoltà sono tante e le variabili fuori dal nostro controllo ancora di più, allora si deve essere capaci di vedere oltre, di vedere l’uva ancora in vigna trasformata in quel bicchiere mezzo pieno di Banditone 2018 che come minimo assaggeremo nel 2020.

Fare il vino richiede fiducia e immaginazione.

Arrivo a Campotondo, è tardi e sono stanca ma alzo gli occhi al cielo.
È la notte di San Lorenzo e non ho visto nemmeno una stella cadente.

Forse però i desideri si avverano anche senza stelle che cadono. Serve coraggio, dedizione, cura e rispetto.
Benedico la meraviglia di questa terra e del mio lavoro: pieno di preoccupazioni ogni volta che il tempo cambia ma pieno di soddisfazioni ogni volta che il bicchiere si riempie, anche solo a metà.

 

 

Elena Salviucci, nata il 4 settembre 1995, frequenta il liceo classico di Montepulciano, già in quegli anni lavora attivamente in azienda occupandosi di accoglienza e partecipando a fiere internazionali ed eventi per Cantina Campotondo. Da sempre appassionata di viaggi e comunicazione si iscrive all’Istituto di Alti Studi SSML Carlo Bo di Firenze dove si laurea nel 2017 in mediazioni linguistiche. Da gennaio 2018 frequenta il Master in Marketing e Management per le Imprese Vitivinicole presso l’Università degli Studi di Firenze. Nella primavera 2018 apre il suo blog “A Piccoli Sorsi” per raccontare da vicino Campotondo e la sua esperienza nel mondo del vino.

elena.salviucci@gmail.com

3 Comments

  • agosto 12, 2018
    reply
    Linda et Jean-Pierre

    Brava Elena ! Complimenti !
    Quelle belle “plume” ! Belle continuation et a prestissimo…

  • agosto 13, 2018
    reply
    Nanda Mascelloni

    Ti leggo sempre molto volentieri.Sei profonda e nelle tue descrizioni induci ad apprezzare e assaggiare i tuoi deliziosi vini.Bravo il babbo, brava te,bravi tutti coloro che collaborano x realizzare tutto ciò

  • agosto 13, 2018
    reply
    Nanda Mascelloni

    Ti leggo sempre molto volentieri.Sei profonda e nelle tue descrizioni induci ad apprezzare e assaggiare i tuoi deliziosi vini.Bravo il babbo, brava te,bravi tutti coloro che collaborano x realizzare tutto ciò

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